Prestiti con Cessione del Quinto: il mercato di riferimento

I mercato di riferimento in Italia e in Europa dei prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione

Nell’Eurozona l'economia resta fragile; ma non mancano alcuni indicatori che lasciano intravedere degli spiragli di miglioramento.
Il mercato del lavoro, secondo la Banca Centrale Europea (Bce), sta mostrando segni di stabilizzazione. Le condizioni di breve periodo traggono beneficio dall’accelerazione del deprezzamento nei confronti del dollaro, più che dall’ulteriore caduta del prezzo del petrolio. Le attese del varo delle misure espansive della Bce hanno ulteriormente spinto al ribasso la moneta unica nei confronti del dollaro (-5,2% circa rispetto a dicembre 2013), sui valori più bassi dal 2003. La capacità di muovere al rialzo le aspettative degli operatori appare in questo momento un elemento chiave per i prestiti con cessione del quinto.
L'Ocse rileva che la crescita globale dovrebbe accelerare dalla seconda metà del corrente anno intanto che il miglioramento delle condizioni finanziarie, i continui stimoli di politica monetaria e un rallentamento del ritmo del consolidamento fiscale faciliteranno un aumento dell'attività nelle economie avanzate.
Il Pil rilevato nel quarto trimestre del 2014 rivela che in Europa la ripresa si è complessivamente consolidata,
sebbene le stime di crescita del Pil nel 2015 e nel 2016 saranno, comunque, modeste rispetto alla forte espansione pre-crisi e un po' al di sotto della media nel lungo termine. L’Italia rimane tra i Paesi più deboli della moneta unica.
Infatti, il contesto economico generale nel nostro Paese è ancora oggi caratterizzato da segni di debolezza, con qualche accenno di previsione di ripresa, il mercato del finanziamento online sembra seguire lo stesso trend.
Secondo Banca d’Italia, l’economia italiana si è nuovamente indebolita per via del protrarsi della caduta degli investimenti e per l’effetto dell’andamento sfavorevole del commercio internazionale sulle nostre esportazioni.
Tuttavia, l’incertezza riguardo le prospettive rimane il principale ostacolo alla ripresa, anche nel mercato dei prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Nel corso del 2014, l’inflazione ha visto un rallentamento, passando da +0,5% del primo trimestre allo 0,1% del quarto1. Il consolidamento dell’inflazione su valori prossimi allo zero riflette lo sfavorevole quadro dell’attività
economica che ha portato ad una generalizzata moderazione dei prezzi.
Nel terzo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,2%, per poi segnare una flessione dello 0,4% su base annua2, rispetto al 2013. Il tasso di disoccupazione nel mese di novembre ha raggiunto la quota del 13,4%. Si tratta del massimo storico, dal 19773. I disoccupati hanno toccato la cifra di 3 milioni 457 mila, mentre il numero degli occupati cala dello 0,2% su base annua (meno 42 mila).
Il tasso di disoccupazione è diminuito a dicembre, dopo la crescita di ottobre e novembre, tornando sotto la quota del 13,4%. In questo periodo di generalizzata crisi, si è tuttavia registrata da un lato la progressiva rimozione dei vincoli di liquidità, grazie alla riduzione delle tensioni sul mercato del debito sovrano e alle manovre non convenzionali della Bce, che ha invece consentito una graduale distensione delle politiche di offerta, e, dall’altro, il ritorno alla crescita del reddito disponibile in termini reali, favorito dalla politica di bilancio, che ha fornito un sostegno alla formazione del potere di acquisto delle famiglie, attraverso gli sgravi sui redditi da lavoro dipendente più bassi. Ciò ha consentito di sostenere la domanda di sostituzione dei beni durevoli, sia per la mobilità sia per la casa, mercati fortemente deteriorati dalla crisi.
Tutto ciò ha generato un miglioramento dei consumi, sebbene il quadro economico continui a pesare sui bilanci delle famiglie; l’anno 2014 ha visto finalmente interrotta la lunga fase di contrazione dei consumi interni. Si tratta tuttavia di un’inversione di tendenza più che di una ripresa vera e propria.
I consumi hanno ripreso a crescere, anche se in misura contenuta, registrando un aumento dello +0,4% su base annua, rispetto al 2013.
Nei primi mesi del 2014, si è infatti attenuato il senso di pessimismo espresso dalla maggioranza delle famiglie italiane negli ultimi due anni sottolineato da un trend positivo per quanto riguarda il mercato della cessione del quinto dello stipendio, anche se i comportamenti di spesa restano improntati al risparmio e spesso alla rinuncia. Il clima di fiducia non ancora consolidato, la prospettiva di un mercato del lavoro a tutt’oggi incerto e il previsto parziale riaccumulo del risparmio impediranno ai consumi di sperimentare una più marcata accelerazione nel biennio 2015-’16 (quasi +1,0% in media annua), con un recupero di quanto eroso durante la crisi solamente parziale (per complessivi 14 miliardi, in termini reali), rendendo non del tutto efficace una politica finalizzata ad incentivare gli acquisti delle famiglie.